GIURO… non è che, scrivendo questo libro, io abbia (finalmente) capito perché dobbiamo pagare milioni di tasse, ma almeno mi sono presa una soddisfazione. Criticarli tutti. Tiè! Compresi quei Politici che stampano la loro faccia impomatata in migliaia di volantini formato “luttino” per promettere alleanza e solidarietà. Alleati un pop corn.
Con tutta questa pressione fiscale, c’è mancato poco e ci rimettevo le penne. Fortuna che sono un osso duro io. E mi dispiace deludere le aspettative di quei lettori che comprano libri tristi con finali tristi e personaggi tristi, ma il mio libro è allegro, io sono ancora viva e vegeta e non lascerò questo mondo prima di aver trovato colui che ha messo in giro la voce: “i soldi non fanno la felicità”. Minimo gli intesto i miei debiti. IMU, TARI, IRES, IRAP, F23, F24, IVA, IVIE Cip, Ciop e zio Paperone: in Italia non ci manca proprio nulla per essere (in)felici. Pensate che quando mia nonna scoprì l’esistenza della tassa di soggiorno, le venne un colpo perché era convinta di dover pagare anche lei, poiché avesse un soggiorno. Questo perché viviamo in un Paese che non ci trasmette più nessuna sicurezza e, anche quando pensiamo di avere tutte le risposte, le tasse ci cambiano le domande.
Ma non è che i nostri antenati si chiamavano AdImu ed Iva e nessuno ci ha detto niente? Alcuni hanno le tasse nel DNA, proprio. E, nonostante questi “alcuni” siano stati la nostra rovina, sapete cosa faremo puntualmente noi italiani alle prossime elezioni??? Li voteremo. Tutti quanti e sempre gli stessi. “Andatevene tutti a quel Paese!” gridò Noè alle pecore, indicando l’Italia… Altro che pecore, certe volte siamo proprio dei minchioni. Minchioni più iva.